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La notte dei tempi

“L’idea che Lessona fosse bagnata dal mare suscitava sorpresa e incredulità quando, nelle nostre fanciullesche spedizioni estive lungo il corso del torrente Osterla, si raccoglievano quei fossili che genericamente chiamavano allora “conchiglie”. D’altra parte non c’era ragione che potesse spiegare altrimenti la presenza di quei relitti di vita marina che trovavamo, scavando nella terra delle pareti grigio-azzurro delle sponde del torrente che scorreva, con la sua poca acqua, nei boschi sotto San Gaudenzio. Ancora maggiore era poi lo stupore quando si apprendeva che quel mare era l’Adriatico, non certo il mar Ligure che, sempre nella nostra fanciullesca fantasia, aveva invece varcato gli Appennini per tracimare e riempire le nostre valli.” Questa è la verità storica e geologica delle nostre terre: nel Pliocene, cioè 65 milioni d’anni fa, coperti dal Mar di Venezia che poi si ritirò lasciando, più o meno, il paesaggio al suo assetto attuale. E i fossili ne sono la certa testimonianza! Passando dalla terra ai suoi abitanti, nulla conosciamo invece circa i primi insediamenti di umani nella nostra Lessona, almeno fino all’età romana. Non sappiamo se i primi abitanti delle nostre colline siano stati, come nel resto del Biellese, i Liguri: non lo sappiamo ma possiamo ritenerlo molto probabile. Ai Liguri seguirono probabilmente le popolazioni Gallo Celtiche giunte dalle valli valdostane, attraverso il Colle della Barma ed Oropa, fino alla zona occidentale della pianura biellese, ed in Valsesia attraverso il Sempione e la Val d’Ossola. Numerosi sono infatti i ritrovamenti in varie zone, dalla Bessa alla Valle di Postua fino a Serravalle Sesia, che testimoniano la presenza di queste antiche genti che precedettero i Romani: basta ricordare, appunto nella zona della Bassa Valsesia, la scoperta, in alcune tombe, del tipico falcetto dei druidi. Era il periodo della IIa età del ferro, fine V inizio IV secolo avanti Cristo, durante il quale si ritiene che avvennero proprio queste “immigrazioni” dalla Francia. Ma, alla fine di ciò che abbiamo letto e raccontato di questi tempi, nulla abbiamo trovato della nostra Lessona.