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Il Lessona medioevale

Nel Medio Evo Lessona faceva parte del Comitato di Vercelli. Il 4 maggio 1039, con diploma dell’Imperatore Corrado il Salico fu donata a Guala Casalvolone, per poi passare al figlio Bongiovanni, Conte di Vercelli. Una parte del nostro paese però apparteneva già ai Bolgaro, Signori di Borgovercelli, che ne ottennero conferma in favore di Giacomo Bolgaro e fratelli, dall’Imperatore Enrico IV il 18 maggio 1112. Verso la fine del XII secolo Lessona era compresa nella Signoria dei Vescovi di Vercelli. Infatti il 17 ottobre 1152 l’Imperatore Federico I promulgò a Visemburch un precetto che annullava tutte le donazioni e vendite a vescovi intrusi confermando alla Chiesa di Vercelli tutte le terre che in precedenza aveva posseduto: “... Noi Federico per grazia di Dio, Re e Imperatore dei Romani... su richiesta del Papa Eugenio III e per intercessione del Cancelliere Arnoldo...abbiamo preso sotto regia protezione il Ven. Vescovo di Vercelli, Uguccione, e la Chiesa di S. Eusebio... perciò confermiamo alla suddetta Chiesa qualsiasi donazione di Re, concessioni di Pontefici, e qualunque donazione dei fedeli, e precisamente il Monastero di S. Michele in Lucedio..., Crevacuore, con le case e i diritti di pesca e ogni altra regalia, Curino, Masserano (Quirinum Messeranum) con tutte le regalie, Lessona...” Successivamente i Vescovi di Vercelli concessero alcuni diritti feudali agli Avogadro. A questo periodo oscuro e lontano risale l’edificio probabilmente più antico di Lessona: l’Oratorio di San Gaudenzio. Questa chiesetta che oggi riposa tra i boschi, le poche vigne e qualche casa rimaste, è già citata in un elenco delle chiese vercellesi del 1298: doveva essere una chiesa importante di dignità parrocchiale e non un semplice oratorio come divenne successivamente. Questo fatto ha generato l’ipotesi storica, non da tutti condivisa, che il territorio attuale di Lessona fosse diviso in due paesi: Lessona con la Chiesa di S. Lorenzo e Torto con quella di S. Gaudenzio. Dalle nebbie di questi tempi cupi e lontani giungono frammentarie e incerte notizie di passaggi sul nostro territorio di truppe, ribelli, soldati e capitani di ventura: nel marzo del 1307 alcuni reparti dell’esercito di Fra Dolcino assediato sul Monte Rubello, durante alcune scorrerie capitarono anche a Lessona, poi Facino Cane che entrò nel Biellese dopo il 1321 spinto dai Visconti in lotta contro i Savoia e, dopo di lui il crudele Bando di Firenze, al soldo dei Marchesi del Monferrato, anch’essi in lotta contro il dominio sabaudo.