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Il Milleottocento

Nel 1800 gli abitanti di Lessona erano saliti a 1.039 unità. Agli albori del secolo, causa la riorganizzazione politico amministrativa dell’Italia nord occidentale voluta da Napoleone, il Piemonte era scomparso dalle carte d’Europa sostituito da sei dipartimenti francesi. Lessona faceva parte del dipartimento della Sesia, la lingua ufficiale era diventata il francese come dimostrato dai pochi documenti rimasti nell’archivio comunale risalenti a quell’epoca, tra essi le liste di leva napoleoniche. A proposito di leva, con un balzo, certamente eccessivo, nella storia ottocentesca ormai ricca, anche per noi, di avvenimenti, ci portiamo nel cuore della storia d’Italia: il periodo del Risorgimento. Anche i Lessonesi hanno dato il loro contributo di sangue alle guerre risorgimentali: settanta tra fanti, bersaglieri, artiglieri, lancieri, da semplici soldati, caporali o sergenti, parteciparono ad una o più delle sette campagne dal 1848 al 1870 per l’indipendenza italiana. Alcuni tornarono, altri caddero sul campo, due di essi furono decorati con medaglia d’argento al valor militare. E’ una pagina di storia purtroppo dimenticata ma che merita opportuni approfondimenti, allo scopo di ricordare come anche il nostro piccolo paese partecipò alla creazione dello Stato italiano. Lessona mantenne in tutto il secolo XIX il suo assetto prevalentemente agricolo e solo alla fine di esso iniziarono a svilupparsi le prime industrie tessili. Ma com’era la Lessona di fine ottocento? Ecco come la descrive un giornale del 1880. “...eccovi a pennellate somme due righe di topografia lessonese. Lessona, paese rinomato per suoi prelibati vini dista tre ore circa da Biella. Tutto colline gode di una vista incantevole, di un’aria fra le più salubri: sperse qua e là ha ricche e sontuose ville, fra le quali primeggiano quelle dei signori Sella. Dal piazzale della sua chiesa parrocchiale l’occhio spazia nell’immensa e ubertosa pianura vercellese e più in là sino a Novara, i circonvicini paesi di Masserano, Brusnengo e Roasio addossati a verdeggianti colline e più su le montagne rosse di Curino. A ciò aggiungete un cielo stupendo e poi ditemi se Lessona non è veramente bello”. La vita era migliorata, rispetto al secolo precedente e le attività sociali fiorivano con manifestazioni culturali, sportive, ricreative quasi sempre organizzate a scopi benefici.