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L'emigrazione

Come per molti altri paesi e regioni d’Italia, anche a Lessona l’emigrazione rappresentò certamente la caratteristica più importante dal punto di vista demografico e sociologico della storia dei primi trent’anni del Novecento. Centinaia e centinaia di Lessonesi, intere famiglie, nuclei di parenti lasciarono la loro terra per cercare lavoro oltre oceano negli Stati Uniti, in Argentina o in altri paesi dell’America del Sud, oppure varcando le Alpi per la Svizzera o la Francia. Scorrendo le liste delle richieste di passaporti si trova un nutrito elenco di cognomi delle più antiche famiglie lessonesi che facevano domanda per imbarcarsi sui piroscafi che varcavano l’oceano. Ognuno dichiarando il proprio mestiere: tanti contadini, in minor misura operai tessili, cuochi, camerieri, negozianti, sarte... questi generalmente partivano per l’America del nord o del sud; al contrario i muratori, spaccapietre, gessatori, minatori e falegnami per i paesi d’Oltralpe. In molti casi, e le domande di espatrio ben lo dimostrano, all’estero i “pionieri” venivano seguiti in anni successivi dai fratelli, cugini, oppure dalle mogli con i figli che partivano anche in tenera età. Naturalmente molti ritornarono, ma buona parte restarono all’estero costituendo là le loro famiglie con una caratteristica destinazione di interi gruppi di parentela radicatisi a Little Italy, piuttosto che a Buenos Aires. E’ noto come, soprattutto negli U.S.A., i Lessonesi si organizzassero in circoli o società di mutuo soccorso. La più nota e numerosa di esse fu la società “La Lessonese” di New York che fu fondata il 7 maggio 1916 e il cui scopo era: “la fratellanza e lo scambievole aiuto fra i suoi membri, indipendentemente da ogni fazione politica o religiosa. La società tende a promuovere l’istruzione, la moralità ed il benessere onde cooperare al bene pubblico e sostenere con mutua retribuzione la vita e dignità della colonia lessonese”. Ad essa si potevano iscrivere i lessonesi o figli di essi aventi età compresa tra i 16 e i 45 anni che dovevano pagare una quota mensile di un dollaro. Molte furono le attività benefiche di questa società non soltanto tra i nostri compaesani emigrati ma anche a favore del loro paese che mai venne dimenticato: dal mantenimento di un letto a favore dei bisognosi presso l’Ospedale degli Infermi di Biella quando l’assistenza non era gratuita agli aiuti in denaro e generi alimentari inviati ai Lessonesi durante e dopo la seconda guerra mondiale.