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Borgata Crosa



La storia di Crosa

Il toponimo crosa deriva da due termini omofoni. Dal piemontese cros abbiamo il significato di croce, e quindi per estensione, incrocio, crocicchio. Dal latino medievale crossum (ma anche crosum, crosus) influenzato dal piemontese creus, a sua volta derivante dal termine celtico ragionevolmente riproducibile con krosu, discendono i significati di profondo, incassato nel terreno, scavato, buco.
La morfologia del territorio del Comune di Crosa presenta ampi tratti che digradano ripidi verso il torrente Strona. E la storia del popolamento e delle attività pastorali narra dell'intersecarsi, nelle medesime aree, di antiche strade per la transumanza delle greggi. Il nome di Crosa, dunque può riassumersi nell'accezione di: villaggio all'incrocio presso l'avvallamento.
La località è verosimilmente citata per la prima volta su un documento del 1204 con riferimento ad una delle strade che attraversavano uno dei nuclei componenti l'abitato originario, presso l'attuale chiesa parrocchiale: area tuttora chiamata la Crosa.
Dal XIII secolo il territorio dell'odierno Comune risulta far parte della comunità di Mortigliengo, costituita oltre che da Crosa, dagli attuali comuni di Casapinta, Mezzana e Soprana. Di questa entità Crosa seguì le sorti per tutto il Medioevo.
L'importanza geografica del luogo, frequentato dai frequenti stagionali passaggi di pastori e contadini, fece nascere, intorno al XIV secolo un fiorente mercato del bestiame. Questo, a sua volta, determinò rivalità e vertenze giuridiche fra Mortigliengo e Biella.
Nel dicembre del 1379 la comunità di Mortigliengo – e con essa Crosa - fece atto di dedizione alla casa di Savoja, entrando a far parte dei domini del conte Amedeo VI (il “Conte Verde”).
La mediazione politica della corte sabauda valse in seguito a dirimere il pluridecennale contenzioso con la comunità biellese per i diritti del mercato: risoltosi nel 1496 a favore di Mortigliengo, che ottenne il privilegio di tenere il mercato a Crosa ogni venerdì, dietro il pagamento di venticinque lire di Savoja. Lo stabilizzarsi dei traffici commerciali nel XV secolo determinò il progressivo ampliamento degli insediamenti abitativi.
Nel 1619 il duca Carlo Emanuele I di Savoja istituiva il marchesato di Mortigliengo e Trivero, concedendolo, a titolo di riconoscenza, in feudo al nobile Giovanni Wilcardel di Fleury, Fresne e Sandreville.
La comunità di Mortigliengo si scioglieva nel 1627, e tutti e quattro i borghi che lo componevano venivano eretti a Comuni.
La vita amministrativa del Comune di Crosa cominciò in quell’anno, sebbene non si discostasse poi particolarmente dalle sorti collettive del più ampio territorio cui era appartenuta.
L'abitato di Crosa si riconosce composto dalle borgate Aimone, Bozzo, Enoch, Iulio, Molino, Uberto e Villa. A proposito della Borgata Enoch è tradizione orale che il nome derivi da quello di gruppi di Ebrei ivi stabilitisi giungendo dalla Polonia.
Il Comune si sviluppa su una superficie di 96 ettari, fatto che lo rende il quarto Comune meno esteso d'Italia.
L'economia del paese rimase a lungo legata all'agricoltura, all'allevamento ed allo sfruttamento delle risorse boschive.
Dal punto di vista architettonico si avviano in questo periodo i lavori per rendere idoneo il medievale oratorio dedicato ai Santi Cosma e Damiano al nuovo ruolo di chiesa parrocchiale.
Nel 1720 – nel contesto di un riordino dei feudi del Ducato volto a cercare nuovi fondi per le casse esauste di casa Savoja - il marchesato di Mortigliengo e Trivero era stato soppresso e trasformato in contado di Mortigliengo, comprendendo anche il territorio del Comune di Crosa. Quindi la neoistituita contea era stata posta in vendita, ed acquistata, nel 1722, da Giangiacomo Audifreddi, direttore delle gabelle dello stato sabaudo.
Il titolo comitale di Mortigliengo cessò di esistere nel 1798, quando anche a Crosa la comunità innalzò l'albero della libertà, nel giubilo per gli ideali rivoluzionari francesi.
La dominazione francese fu l'epoca della completa emancipazione del Comune di Crosa da residui vincoli che lo legavano agli altri vecchi componenti di Mortigliengo.
Il XIX secolo vide il lento progresso delle condizioni economiche della popolazione, la cui economia legata alla terra cominciò a ricevere sempre maggior apporto dal lavoro offerto con la progressiva espansione dell'industria tessile nel Biellese.
Intorno al 1870 gli abitanti di Crosa arrivavano quasi a seicentocinquanta; ed è ancora l'architettura religiosa legata alla parrocchiale a testimoniare l'accresciuta disponibilità di braccia e mezzi che rese possibile la costruzione del portico, del coro, del presbiterio e della sagrestia; ciò negli anni che vanno dal 1830 al 1860.
Offerto il tributo di vite umane ai due conflitti mondiali, la comunità di Crosa si affacciò agli anni del miracolo economico italiano con ancora una popolazione di seicento unità: che nell'arco di un cinquantennio, dal 1961 al 2011 scendevano a 350.
Dal 2012 l'amministrazione comunale di Crosa avviava contatti con il limitrofo Comune di Lessona per definire sempre più stretti accordi di servizi congiunti, con lo scopo di giungere all'unione fra i due enti territoriali.
A seguito poi della fusione tra i due comuni dal 1 gennaio 2016 è istituito il nuovo Comune di Lessona.